SUONARE, SOGNARE….

Domenica 12 febbraio inaugurazione dalle 19,00,con il live dei ”COSMOPOLITI-cittadini del mondo”, della mostra di MAU (Maurizio Fioretti) ”SUONARE, SOGNARE….” presso Lettere Caffè,  in Via San Francesco A Ripa 100,Trastevere, Roma. La mostra si chiudera’ domenica 26 (alle 19,30) con un live ”solo” dello stesso MAU, tra ”l’informale astratto” dell’iprovvisazione sperimentale ed il ”figurativo” della canzone vera e propria.  
ING FREE.

‘Maurizio Fioretti: un musicista, un pittore, un poeta di immagini? sono tre dimensioni che coinvivono nei suoi quadri in cui il colore campisce lo spazio definendo superfici diverse per intensita’ e spessore…
….Nei temi trattati si percepisce in maniera evidente il legame che unisce le immagini alla musica. La chitarra legata all’attivita’ di musicista dell’autore, è nella morbidezza delle sue curve sia immagine femminile, sia richiama in maniera originale il simbolo della doppia elica dell’infinito. Infinito che è il fine ultimo di ogni creazione umana.

………….un’onda visiva quell’onda di emozioni suscitate dall’ascolto della musica che come una continua partitura di suoni scolpisce immagini indefinite.” di CECILIA SPETIA

”…. In questa fusione dei temi, in cui pensiero e immagine sono indissolubilmente legati,  è il colore che gioca un ruolo fondamentale, nella misura in cui viene usato da Maurizio Fioretti in modo totalmente libero e peculiare. Come se l’artista ricreasse un espressionismo tutto personale, caratterizzato sì da un uso distorto del medium cromatico ma privo di quella violenza ed aggressività che connotava i pittori dell’omonima avanguardia….

….I riferimenti artistici di Maurizio Fioretti non sono immediatamente riconoscibili nelle sue opere, fenomeno probabilmente dovuto alla formazione da autodidatta del pittore, tuttavia a ben guardare è manifesto da una parte il legame con la tradizione nostrana del Novecento, dall’altra la grande ammirazione provata dall’artista per Picasso, i riferimenti al quale ricorrono in molte opere. I colori stesi a plat, gli occhi spalancati, come, ad esempio, in Musa Desnuda, fanno pensare ai pittori ribelli della Scuola Romana del primo e secondo dopoguerra, come Mario Mafai o Scipione, mentre le tonalità cromatiche così forti e accese, che troviamo in opere come La Danzatrice o Incontro, ci riportano a tempi più vicini: gli anni ottanta della Transavanguardia, in particolare alle opere pittoriche di Sandro Chia.”   di LUDOVICA PALMIERI.

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